Antica matematica nuragica ed egizia
Il nostro professore e scienziato Nicolino De Pasquale, il 19 e 20 novembre parteciperà alla manifestazione “La civiltà dei numeri uno” che si terrà a Cagliari e a Isili (CA), nella quale interverrà illustrando i risultati della sua ricerca relativa al legame tra l'antica matematica nuragica e quella egizia. Segue una raccolta della rassegna stampa dedicata all'argomento.
(Adnkronos) - Tra la trigonometria egizia e quella degli antichi Sardi esistono delle affinita’ tali da poter parlare di un’unica civilta’ scientifica del Mediterraneo. Lo ha scoperto Nicolino De Pasquale, docente di matematica nel Liceo Scientifico Tecnologico Volta di Pescara, che illustrera’ i risultati della sua ricerca in un ciclo di conferenze che si terra’ a Cagliari e nel comune di Isli, tra il 19 e 20 novembre, nel corso della manifestazione ‘La civilta’ dei numeri uno’. Analizzando gli antichi scudi circolari dei guerrieri sardi, istoriati con disegni che riproducono circonferenze simili ai simboli del seno e del coseno, De Pasquale ha portato alla luce relazioni basate su principi matematici, con l’antico gioco egizio del serpente. Questa scoperta dimostrerebbe come fra i sudditi del faraone e gli isolani si sarebbe stabilito un rapporto speciale, basato tutto su metodi matematici condivisi e talmente innovativi da poter trovare ancora oggi applicazioni vantaggiosissime. L’attualita’ di questa scoperta e i suoi possibili risvolti nelle scienze e nella tecnologia moderna saranno evidenziati in un accostamento con le ricerche del professor Sebastiano Seatzu, ordinario di Matematica presso l’universita’ di Cagliari, leader di un gruppo di studio e analisi delle nanotecnologie (che si occupano del controllo della materia su scala dimensionale inferiore al micrometro) e referente per importanti riviste del settore.
(ANSA) - Uno studioso italiano avrebbe scoperto il filo rosso che collega la matematica egizia a quella degli antichi Sardi. In particolare le affinita’ fra trigonometria egizia e nuragica dimostrerebbero come si possa parlare di una comune civilta’ scientifica mediterranea gia’ nell’antichita’. Lo sostiene Nicolino De Pasquale, docente di matematica nel Liceo Scientifico Tecnologico Volta di Pescara. Lo studio degli scudi circolari dei guerrieri sardi, istoriati con disegni che riproducono le tipiche circonferenze del seno e del coseno – ha spiegato De Pasquale – porterebbero alla luce la relazione, basata su principi matematici, con l’antico gioco egizio del serpente, consistente in un disco inciso a scacchiera, che funge da sistema rappresentativo polare esponenziale. Questa scoperta di Nicolino De Pasquale porta a concludere che fra i sudditi del faraone e i nuragici intercorre un rapporto speciale, basato tutto su metodi matematici condivisi e talmente innovativi da poter trovare ancora oggi applicazioni vantaggiose. De Pasquale, 61 anni, e’ un ingegnere aeronautico che vive e lavora a Pescara ed ha il pallino sulla Matematica delle antiche civilta’. Ha risolto, ad esempio, l’enigma della matematica andina (nel 2000). In seguito alla decifrazione dell’abaco Inca e’ stato, quindi, invitato a tenere conferenze in diverse universita’ straniere. Usando la struttura di un abaco andino precolombiano, precisamente delle civilta’ Huari e Tiwanaku, ha costruito una calcolatrice per non vedenti, a funzionamento tattile (con pistoncini pneumatici gestiti da un Plc). Ha ricostruito la scala musicale egizia, presentata a Pescara nel marzo 2006. Nel gennaio 2007, inoltre, e’ stato pubblicato il suo lavoro sulle Pintaderas sarde ”Arrodas de Tempus” (Ruote del Tempo), decifrando i calendari solari e lunari nuragici. Le Pintaderas hanno consentito di ricostruire, per analogia, i calendari in uso presso Egizi, Magna Grecia e Celti, e di decifrare il complesso insieme dei sistemi solari e lunari del bacino del Mediterraneo in uso nel I e II millennio a.C.
(APCOM) - Tra la trigonometria egizia e quella degli antichi Sardi esistono delle affinità tali da poter parlare di un'unica civiltà scientifica del Mediterraneo. Lo ha scoperto Nicolino De Pasquale, docente di matematica nel Liceo Scientifico Tecnologico Volta di Pescara, che illustrerà i risultati della sua ricerca nel corso della manifestazione 'La civiltà dei numeri uno' che si terrà il 19 e il 20 novembre a Cagliari e a Isili (Cagliari). Lo studio degli scudi circolari dei guerrieri sardi, istoriati con disegni che riproducono le tipiche circonferenze del seno e del coseno, ha portato alla luce la relazione, basata su principi matematici, con l'antico gioco egizio del serpente, consistente in un disco inciso a scacchiera, che funge da sistema rappresentativo polare esponenziale.
(primadanoi.it) - È decisivamente sconvolgente. Pochi secondi ed ecco servito il calcolo del seno e del coseno.
Gli Egizi infatti erano in grado di risolvere questi quesiti utilizzando addirittura una fune.
La nostra civiltà supertecnologica si arrabatta naufragando tra i calcoli per giungere allo stesso risultato. Al “Popolo del Nilo” ha guardato l’ingegnere di Gamberale, adottato da Pescara, Nicolino De Pasquale per costruire, “copiando” il loro sistema logico-matematico, il Regolo di Imenmes.
In pratica si tratta di un cerchio graduato, nel quale sono incise quattro circonferenze, con un righello, anch’esso graduato, da sovrapporre al cerchio.
Impostando il righello su qualsiasi angolo, leggiamo sulle quattro circonferenze il valore delle funzioni seno e coseno.
Naturalmente le altre funzioni trigonometriche più complesse trovano una altrettanto spettacolare rappresentazione su questo sistema, che addirittura consentiva a questo popoli di descrivere la crescita dei fiori con qualsiasi numero di petali.
«Tutto è partito esaminando i Giochi di Imenmes, conservati al Museo Louvre. Da questi reperti è possibile ricostruire le notevoli conoscenze matematiche e trigonometriche degli antichi egizi – ha spiegato Nicolino De Pasquale-. In particolare su un prezioso disco in pietra turchese è inciso a scacchiera un potentissimo sistema di rappresentazione polare-esponenziale, dedotto dalla struttura intima di alcuni frutti, che conduce ad una incredibile semplificazione nella rappresentazione di tutte le funzioni».
Grande appoggio per i suoi studi De Pasquale l’ha avuto dal corpo docenti e da Domenico Di Carlo, dirigente scolastico dell’Itis-Liceo tecnologico “Volta”, dove svolge l’attività di insegnante.
«Il nostro istituto – ha spiegato Di Carlo – ha messo a disposizione del professore attrezzature e risorse perché crediamo che tali ricerche possano aprire un campo di indagine nuovo. Questo sistema si basa su una grande facilità di calcolo e immediatezza e questo è davvero sconcertante. Inoltre De Pasquale ha svolto i suoi studi coinvolgendo e facendo appassionare i suoi alunni, per cui per noi è anche un’occasione di crescita intellettuale».
I risultati di questa ricerca verranno presentati, in anteprima mondiale, il 3 Aprile 2009, alle ore 17.30, nella sala consiliare del Comune di Pescara in occasione del cinquantenario della scuola. Sarà presente la egittologa Massimiliana Pozzi, che relazionerà sull’argomento insieme al ricercatore De Pasquale. Vi prenderanno parte anche il dirigente scolastico del Volta Domenico Di Carlo; Ashraf Gamal Rashed, ambasciatore della Repubblica Araba d’Egitto in Italia e Taha Mattr, Addetto Culturale della Ambasciata d’Egitto in Roma. Saranno invitate le principali testate scientifiche internazionali.
Enorme successo hanno suscitato in tutto il mondo le scoperte del professor Nicolino De Pasquale su antichi sistemi di calcolo basati sulla successione di Fibonacci secondo la quale ciascun numero si ottiene dalla somma dei due che lo precedono.
CHI E’ DE PASQUALE
De Pasquale, 59 anni è nato a Gamberale, provincia di Chieti. Libero professionista e docente a tempo indeterminato presso l'Istituto Tecnico Industriale Statale "Alessandro Volta" di Pescara. Laurea in ingegneria aeronautica conseguita con voti 110/110 presso il Politecnico di Torino.
Tra le sue ricerche tecniche ci sono studi di fattibilità, elaborazioni statistiche, diagnosi energetiche, stesura di vari manuali in qualità di consulente della LABORTEC.
Tra le ricerche scientifiche, invece, concetti di Matematica e Fisica in portali italiani gotici e romanici; uso dell'abaco di calcolo Inca ed applicazioni della Matematica andina precolombiana (su incarico dell'Ambasciata del Perù in Italia); uso dell'abaco Tiwanaku (su incarico dell'Ambasciata della Bolivia in Italia); uso dell'abaco egizio ed applicazioni della Matematica dell'antico Egitto (su incarico dell'Ambasciata della Repubblica Araba d'Egitto in Italia).
Lo studio degli scudi circolari dei guerrieri sardi, istoriati con disegni che riproducono le tipiche circonferenze del seno e del coseno - ha spiegato De Pasquale - porterebbero alla luce la relazione, basata su principi matematici, con l'antico gioco egizio del serpente, consistente in un disco inciso a scacchiera, che funge da sistema rappresentativo polare esponenziale. Questa scoperta di Nicolino De Pasquale porta a concludere che fra i sudditi del faraone e i nuragici intercorre un rapporto speciale, basato tutto su metodi matematici condivisi e talmente innovativi da poter trovare ancora oggi applicazioni vantaggiose. De Pasquale, 61 anni, è un ingegnere aeronautico che vive e lavora a Pescara ed ha il pallino sulla Matematica delle antiche civiltà.
Ha risolto, ad esempio, l'enigma della matematica andina (nel 2000). In seguito alla decifrazione dell'abaco Inca è stato, quindi, invitato a tenere conferenze in diverse università straniere. Usando la struttura di un abaco andino precolombiano, precisamente delle civiltà Huari e Tiwanaku, ha costruito una calcolatrice per non vedenti, a funzionamento tattile (con pistoncini pneumatici gestiti da un Plc). Ha ricostruito la scala musicale egizia, presentata a Pescara nel marzo 2006. Nel gennaio 2007, inoltre, è stato pubblicato il suo lavoro sulle Pintaderas sarde Arrodas de Tempus (Ruote del Tempo), decifrando i calendari solari e lunari nuragici. Le Pintaderas hanno consentito di ricostruire, per analogia, i calendari in uso presso Egizi, Magna Grecia e Celti, e di decifrare il complesso insieme dei sistemi solari e lunari del bacino del Mediterraneo in uso nel I e II millennio a.C.
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